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Il palmeto dell’Arziglia visto dall’alto

Tema

Giardini e alberi di Bordighera

La città delle palme: un palmeto antico, giardini botanici dell’Ottocento e sette alberi monumentali da scoprire passeggiando.

Bordighera è la «città delle palme». Nella valle del Sasso crescono da secoli le palme da dattero del palmeto più settentrionale d’Europa, e per generazioni le loro foglie intrecciate sono partite per la Domenica delle Palme, fino a Roma. Nell’Ottocento il clima mite attirò botanici e giardinieri da tutta Europa: Ludwig Winter acclimatava qui piante esotiche da spedire in tutto il continente, e il Giardino Moreno incantava Monet.

Di quella stagione restano giardini pubblici, collezioni botaniche e alberi diventati giganti. Bordighera è la città della provincia di Imperia con più alberi iscritti nell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia: un glicine, tre ficus, un filare di araucarie, un pino delle Canarie e gli olivi di Monet.

7

alberi monumentali, il numero più alto della provincia

40 m

l’altezza del pino delle Canarie di via Romana

3.000

varietà di cactus e succulente al Giardino Pallanca

43° 47′

la latitudine del palmeto più a nord d’Europa

La città delle palme

Secondo la leggenda fu Sant’Ampelio, l’eremita venuto dall’Egitto, a portare i noccioli di dattero da cui nacquero le prime palme. Più probabilmente il palmeto della valle del Sasso risale al Medioevo; per secoli le famiglie dei parmurà vissero coltivando e intrecciando le foglie per le feste religiose cristiane ed ebraiche. Il modo più bello per vederlo è il sentiero del Beodo, l’antico acquedotto che attraversa la valle.

All’Arziglia i Giardini Winter, riaperti nel 2015, sono ciò che resta del giardino-vivaio del botanico tedesco Ludwig Winter: un piccolo parco di palme di molte specie che scende verso il mare.

I sette alberi monumentali

Sono tutti a pochi passi l’uno dall’altro, tra la via Romana, Bordighera Alta e il lungomare. Il glicine che ogni primavera veste di viola il Museo Bicknell; i due ficus magnolioide davanti al museo, con le radici che hanno inglobato il cancello; la Scibretta, il ficus all’ingresso del borgo accanto a Palazzo Garnier; il filare di oltre cinquanta araucarie del Lungomare Argentina; il pino delle Canarie alto 40 metri, piantato intorno al 1830; gli olivi di Monet nel giardino di Villa Mariani.

L’itinerario Giardini e alberi monumentali li collega tutti. Alcuni sono in proprietà private e si ammirano dalla strada.

Giardini da visitare

Il Giardino Esotico Pallanca, sulla collina dell’Arziglia, è una delle raccolte di cactus e succulente più ricche d’Europa: oltre 3.000 varietà su 10.000 metri quadrati di terrazze, frutto di quattro generazioni di una famiglia di vivaisti. In città, i Giardini Lowe offrono l’ombra di oltre sessanta olivi secolari, i Giardini Monet sono un frammento del Giardino Moreno e la pineta del Capo, con oltre 230 alberi, scende dal borgo al mare.

Grandi giardini nei dintorni

A 25 minuti, sul promontorio della Mortola, i Giardini Botanici Hanbury sono uno dei giardini più famosi d’Italia: 18 ettari a terrazze fino al mare, con piante di tutti i continenti. Li creò nel 1867 Thomas Hanbury, con l’aiuto, tra gli altri, dello stesso Ludwig Winter. Oltre il confine, Mentone ha i suoi giardini esotici e a Èze un giardino di piante grasse occupa la cima della rupe.

Idee per 1, 2 o 3 giorni tra i giardini

Tre passeggiate verdi, una per giornata.

Giorno 1

Via Romana e il borgo

Il glicine e i ficus del Museo Bicknell, il pino delle Canarie, i Giardini Monet; poi la Scibretta all’ingresso di Bordighera Alta e la pineta del Capo fino al mare.

Giorno 2

Arziglia e palmeto

Al mattino i Giardini Winter e il Giardino Esotico Pallanca. Nel pomeriggio il sentiero del Beodo nella valle del Sasso, tra palme da dattero e ulivi.

Giorno 3

I Giardini Hanbury

Almeno due ore, meglio mezza giornata, tra le terrazze della Mortola fino al mare. A pochi minuti, i Balzi Rossi o Mentone.

Quando andare

Primavera

La stagione delle fioriture: il glicine tra aprile e maggio, i giardini in pieno colore.

Estate

Meglio la mattina presto o verso sera; l’ombra degli olivi dei Giardini Lowe e della pineta del Capo.

Autunno

Luce limpida e temperature miti per i giardini più grandi, come Hanbury.

Inverno

Palme e piante esotiche sempre verdi, e la tradizione delle palme intrecciate per la Domenica delle Palme.

Pallanca, Hanbury e Villa Mariani hanno orari e biglietti: li trovi aggiornati nelle singole schede.

Domande frequenti

Quanti alberi monumentali ci sono a Bordighera?

Sette, iscritti nell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia: il glicine e i due ficus del Museo Bicknell, il ficus di Palazzo Garnier, le araucarie del lungomare, il pino delle Canarie e gli olivi di Monet. È il numero più alto della provincia di Imperia.

Perché Bordighera è chiamata città delle palme?

Per il palmeto storico della valle del Sasso, considerato il palmeto di palme da dattero più settentrionale d’Europa, e per la tradizione secolare delle palme intrecciate per la Domenica delle Palme.

Il pino delle Canarie si può vedere?

Sì, dalla strada: cresce nel giardino privato di Villa Schiva, all’angolo tra via Tumiati e la via Romana, ed è alto 40 metri.

Come si arriva al Giardino Esotico Pallanca?

È a circa 3 km dal centro, sulla collina dell’Arziglia: si parcheggia facilmente e c’è una fermata dell’autobus della linea Sanremo–Ventimiglia accanto al giardino.

Quanto tempo serve per i Giardini Hanbury?

Almeno due ore, mezza giornata con calma. Sono a circa 25 minuti di auto da Bordighera, alla Mortola, tra Ventimiglia e il confine francese.

Organizza la visita

L’itinerario dei giardini e degli alberi monumentali, come arrivare e il clima.

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