Tema
Monet e l’arte a Bordighera
Nel 1884 Claude Monet arrivò per tre settimane e rimase quasi tre mesi. I luoghi dei suoi quadri, le ville di Garnier e la città degli inglesi si ritrovano ancora oggi, a piedi.
A fine Ottocento Bordighera era una piccola capitale cosmopolita: inglesi che passavano qui l’inverno, architetti francesi, regine, scienziati e pittori. Nel 1884 arrivò anche Claude Monet, alla ricerca della luce del Mediterraneo: alloggiò alla Pension Anglaise, ottenne il permesso di dipingere nel celebre Giardino Moreno e in pochi mesi realizzò una quarantina di tele.
Oggi i luoghi dei suoi quadri sono ancora lì, lungo la via Romana e sulla collina di Bordighera Alta. Accanto ci sono le ville di Charles Garnier, l’architetto dell’Opéra di Parigi che qui scelse di vivere, e i musei, le biblioteche e le chiese lasciati dalla comunità inglese: un museo a cielo aperto da girare a piedi in una o due giornate.
1884
l’inverno di Monet a Bordighera
~40
le tele dipinte tra Bordighera e Dolceacqua
3
le «M» in via Romana, dove Monet piazzava il cavalletto
1871
Charles Garnier sceglie Bordighera
L’inverno di Monet
Monet alloggiava alla Pension Anglaise, vicino alla città alta, e ogni mattina usciva con cavalletto e tele. A conquistarlo fu il Giardino Moreno, una tenuta di circa ottanta ettari di olivi, agrumi e palme: «magia pura», scrisse ad Alice Hoschedé. Dopo il 1885 il parco fu diviso, ma ne restano frammenti: i Giardini Monet, giardino pubblico in via Romana, e il parco di Villa Mariani con gli olivi che dipinse, oggi alberi monumentali.
Lungo la via Romana tre «M» segnate a terra indicano i punti da cui guardava il paesaggio: mettiti sopra e ritrovi, tra palme e ville, le sue vedute. L’itinerario Sulle tracce di Monet le collega tutte, con mappa illustrata e traccia GPX.
Charles Garnier, l’architetto dell’Opéra
Nel 1871 Charles Garnier, mentre a Parigi costruiva ancora l’Opéra, scelse un terreno all’Arziglia e vi costruì la sua casa: Villa Garnier, con la torretta che chiamava «mon mirador». Per avere quel terreno pagò al Comune una nuova scuola, che progettò lui stesso: è Palazzo Garnier, oggi il municipio, che conserva dipinti dei pittori di Bordighera.
In città Garnier firmò anche Villa Etelinda, che ospitò la regina Margherita e che Monet ritrasse, la chiesa di Terrasanta e il nuovo tracciato della via Romana. Villa Garnier si visita su richiesta; le altre si ammirano dall’esterno.
La città degli inglesi
La comunità britannica che svernava a Bordighera lasciò una chiesa, una biblioteca e un museo. Il Museo Bicknell, fondato nel 1888 dal reverendo e naturalista Clarence Bicknell, conserva i calchi delle incisioni preistoriche del Monte Bego, una collezione di farfalle e gli acquerelli di fiori. La Biblioteca Civica Internazionale, con il glicine sul portico, custodisce libri in quattro lingue e fotografie della Bordighera vittoriana. L’ex chiesa anglicana di All Saints è oggi un centro culturale per mostre e concerti.
Arte nei dintorni
Durante il soggiorno Monet salì anche a Dolceacqua, dove dipinse il ponte vecchio e il castello dei Doria. Apricale, dagli anni Sessanta, è il «paese degli artisti», con muri e angoli decorati; a Borghetto San Nicolò le porte dipinte trasformano i vicoli in una galleria all’aperto. Oltre il confine, Mentone ha il Museo Jean Cocteau sul porto.
Idee per 1, 2 o 3 giorni d’arte
Tre giornate per vedere la Bordighera dei pittori e degli architetti.
Sulle tracce di Monet
Dalla Pension Anglaise alla via Romana: le tre «M», i Giardini Monet e il pino delle Canarie. Nel pomeriggio gli olivi di Monet nel giardino della Fondazione Pompeo Mariani (con visita guidata).
Garnier e gli inglesi
Villa Etelinda e il Museo Bicknell in via Romana, la Biblioteca Civica Internazionale, l’ex chiesa anglicana. Poi Palazzo Garnier alle porte del borgo e Villa Garnier all’Arziglia.
Il ponte di Dolceacqua
Dolceacqua, per ritrovare il ponte e il castello che dipinse Monet, e Apricale, il paese degli artisti, nella stessa valle.
Quando andare
Inverno
La stagione di Monet: arrivò a gennaio e partì ai primi di aprile. Nelle giornate limpide la luce è la stessa dei quadri.
Primavera
Giardini in fiore e il glicine della Biblioteca e del Museo Bicknell tra aprile e maggio.
Estate
Meglio la mattina, quando la luce è più morbida e fa meno caldo.
Autunno
Giornate limpide e poca gente: ideale per i borghi e le mostre.
Musei e ville hanno orari ridotti o visite su prenotazione: controlla ogni scheda prima di partire.
Domande frequenti
Quanti quadri dipinse Monet a Bordighera?
Una quarantina, tra gennaio e i primi di aprile del 1884, compresi i due di Dolceacqua. Le fonti non sono concordi sul numero esatto.
Dove si vedono i quadri di Monet dipinti a Bordighera?
Le tele sono in musei e collezioni di tutto il mondo, dall’Ermitage di San Pietroburgo alla Kelvingrove Art Gallery di Glasgow. A Bordighera si vedono i luoghi: le «M» in via Romana e i pannelli nel giardino della Fondazione Pompeo Mariani permettono di confrontare i quadri con il paesaggio di oggi.
Cosa sono le «M» a terra in via Romana?
Segnano i punti da cui Monet dipinse alcune vedute di Bordighera: mettendoti sopra vedi il paesaggio dalla sua stessa posizione. Sono gratuite e sempre accessibili.
Dove alloggiava Monet a Bordighera?
Alla Pension Anglaise, vicino alla città alta. L’edificio esiste ancora ma è in abbandono e si vede solo dall’esterno.
Chi era Charles Garnier e cosa ha costruito a Bordighera?
L’architetto dell’Opéra di Parigi e del Casinò di Monte-Carlo. A Bordighera costruì la sua villa, il municipio (Palazzo Garnier), Villa Etelinda e la chiesa di Terrasanta, e disegnò il nuovo tracciato della via Romana.
Organizza la visita
L’itinerario completo con mappa e GPX, come arrivare e l’ufficio turistico, punto di partenza del percorso.