Due giorni a Bordighera sono il tempo giusto per conoscerla davvero: il primo per la città, a piedi, tra il lungomare, il Capo, Bordighera Alta e le ville della via Romana; il secondo per il verde che la circonda, con il sentiero del Beodo nel palmeto, i borghi delle colline e i giardini dell’Arziglia.
Qui sotto trovi il programma dei due giorni, la mappa con le tappe, la traccia GPX da scaricare e le varianti per chi non ha l’auto, per i giorni di pioggia e per chi preferisce una gita fuori città.
I due giorni in breve
- Giorno 1, la città: Lungomare Argentina, Capo Sant’Ampelio, Bordighera Alta, la via Romana e il quartiere inglese, tutto a piedi
- Giorno 2, palme e colline: il sentiero del Beodo e il palmeto, i borghi di Sasso, Borghetto San Nicolò e Vallebona, il Giardino Esotico Pallanca
- A piedi: circa 5 km il primo giorno e circa 4 km il secondo, per il Beodo andata e ritorno
- Serve l’auto? Solo il secondo giorno, per i borghi delle colline; senza auto c’è la variante a piedi e in autobus
Giorno 1: la città a piedi
Il primo giorno segue l’itinerario Bordighera in un giorno: un anello di circa 5 chilometri che parte e finisce alla stazione. Lì trovi il programma ora per ora; qui le tappe principali.
Mattina: il lungomare, il Capo e Bordighera Alta
Si comincia sul Lungomare Argentina, la passeggiata pedonale di circa due chilometri sotto il filare di araucarie monumentali, fino alla chiesa di Sant’Ampelio sugli scogli del Capo, la punta più meridionale della Liguria. Dal Capo si sale nella pineta, con il belvedere del Marabutto, e si entra in Bordighera Alta, il borgo fortificato fondato nel 1470, con i caruggi, le porte e piazza del Popolo.
Pomeriggio: la via Romana e la Bordighera inglese
Dopo pranzo si scende lungo la via Romana, il viale delle ville della Belle Époque: i Giardini Monet e le tre «M» di Monet, il Museo Bicknell, Villa Etelinda e la Biblioteca Civica Internazionale. Poi il quartiere inglese, con l’ex chiesa anglicana e i Giardini Lowe, e una pausa in corso Italia.
Sera: il tramonto
Si chiude sul lungomare: per la vista migliore torna verso il Capo, sulla passeggiata di Sant’Ampelio o al belvedere del Carillon. D’estate, la sera, piazze e caruggi di Bordighera Alta si riempiono di tavolini, concerti ed eventi.
Giorno 2: palme, colline e giardini
Ore 9: il sentiero del Beodo e il palmeto
Torna a Bordighera Alta: dietro la chiesa di Santa Maria Maddalena, salendo per via Pompeo Mariani e via Madonnetta, comincia il sentiero del Beodo. Corre quasi in piano lungo l’antico canale che portava in città l’acqua del torrente Sasso, il primo acquedotto di Bordighera.
Si passa una piccola galleria e la città scompare: comincia la valle del Sasso, con il palmeto di palme da dattero che ha dato a Bordighera il nome di città delle palme, l’olivo secolare di San Giuseppe e le fasce sostenute dai muretti a secco. Qui Monet, nel 1884, veniva a dipingere la valle. La passeggiata classica arriva al ponte sul torrente Sasso e torna indietro sullo stesso sentiero: circa un’ora, più le soste.
Ore 11: i borghi delle colline
Per la seconda parte della mattina serve l’auto: in pochi minuti si sale sulle colline alle spalle della città, tra uliveti e terrazze.
- Sasso, a circa 5 km dal centro, è la frazione più alta di Bordighera: un borgo di pietra a 219 metri, con la piazza della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, le case-torri e la vista che scende fino al mare.
- Borghetto San Nicolò, a circa 4 km, è il borgo da cui nel 1470 partirono le famiglie che fondarono Bordighera Alta. Nei carruggi decine di porte dipinte trasformano la passeggiata in una galleria d’arte all’aperto.
- Vallebona, a circa 5 km, è un borgo medievale Bandiera Arancione del Touring Club, tra caruggi di pietra, piazzette e campi di fiori.
Per pranzo fermati in uno dei borghi: è il momento per i piatti della tradizione, raccolti in Sapori di Bordighera.
Ore 15: i giardini dell’Arziglia
Nel pomeriggio scendi all’Arziglia, all’ingresso orientale della città, dove Bordighera mostra il suo lato di giardino botanico.
- Il Giardino Esotico Pallanca raccoglie oltre 3.000 varietà di cactus e piante succulente su terrazze e scalette ricavate nella roccia. È aperto dal martedì alla domenica, con una pausa a metà giornata, e chiude per un mese tra novembre e dicembre: controlla gli orari nella scheda.
- I Giardini Winter sono ciò che resta del giardino-vivaio di Ludwig Winter, il paesaggista che disegnò il verde della Riviera: un piccolo parco pubblico di palme, a ingresso libero.
- Villa Garnier, la casa dell’architetto dell’Opéra di Parigi, si visita solo su richiesta: se ti interessa, prenota prima.
Sera: il porto
Dall’Arziglia si torna verso il centro passando dal porticciolo, con le banchine aperte a piedi e la chiesetta di Sant’Ampelio davanti agli occhi, e da qui al Capo per l’ultimo tramonto.
Le varianti
Senza auto
Il secondo giorno si fa anche a piedi e in autobus. Dal ponte sul torrente Sasso, strade e mulattiere salgono fino al borgo di Sasso; per il rientro c’è l’autobus di linea per Bordighera. Il Giardino Pallanca si raggiunge con l’autobus della linea Sanremo–Ventimiglia, che ferma accanto al giardino.
Se ami camminare
Invece di tornare indietro dal ponte, chiudi l’anello del Beodo: si risale e si rientra a Bordighera Alta per via degli Inglesi, circa 5,5 km in due ore, con una breve salita ripida. Gli escursionisti allenati possono puntare al Monte Nero, la montagna di casa dei bordigotti.
Più in alto: Seborga
Se hai tempo, sali a Seborga, a una ventina di minuti d’auto da Bordighera sulla strada che passa da Sasso: un borgo Bandiera Arancione a circa 500 metri, con la vista sul mare e sulle Alpi Marittime e la curiosa storia del principato.
Se piove
Il Beodo dopo piogge intense può essere scivoloso e la galleria bagnata: meglio rimandarlo. Al coperto ci sono il Museo Bicknell, nei pomeriggi di apertura, la Biblioteca Internazionale e l’ex chiesa anglicana quando ospita una mostra. Controlla il meteo prima di uscire.
Se preferisci una gita
Il secondo giorno può diventare una gita in giornata: Dolceacqua, con il ponte che Monet definì «un gioiello di leggerezza», è a una ventina di minuti d’auto, i Giardini Botanici Hanbury a circa 25, Sanremo a 25 e Mentone, in Francia, a una mezz’ora.
Altri percorsi in città
Se ti piace il tema, sostituisci una parte del primo giorno con un altro itinerario: Sulle tracce di Monet, Tra ville e giardini o Giardini e alberi monumentali.
Consigli pratici
- Se resti di più: con un terzo giorno aggiungi Villa Mariani e gli olivi di Monet, il mare e il Monte Nero: segui Bordighera in 3 giorni.
- Dove dormire: due giorni significano una notte in città; trovi le strutture in Dove dormire a Bordighera.
- Come arrivare: la stazione è in centro, a pochi passi dal mare. Le alternative sono in Come arrivare a Bordighera.
- Scarpe: comode e con una buona suola, per i caruggi e il selciato del Beodo, che non è adatto a carrozzine e passeggini.
- Orari: il Museo Bicknell, la Biblioteca e il Giardino Pallanca hanno orari ridotti o stagionali; il lunedì il Pallanca è chiuso.
- Giorni speciali: il giovedì mattina il lungomare ospita il mercato settimanale e la prima domenica del mese, tranne gennaio, la fiera dell’antiquariato. Date e programmi in Shopping e mercati e in Eventi.
- Informazioni sul posto: l’ufficio IAT, in via Vittorio Emanuele II, a due passi dalla stazione.
Domande frequenti
Cosa vedere a Bordighera in due giorni?
Il primo giorno il centro a piedi: Lungomare Argentina, Capo Sant’Ampelio, Bordighera Alta e la via Romana con le ville e i giardini della Belle Époque. Il secondo giorno il sentiero del Beodo nel palmeto, i borghi di Sasso, Borghetto San Nicolò e Vallebona e i giardini dell’Arziglia, con il Giardino Esotico Pallanca.
Due giorni bastano per Bordighera?
Sì, per la città e le sue colline. Per i borghi dell’entroterra più lontani, come Dolceacqua, Apricale o Triora, o per la Costa Azzurra serve almeno un terzo giorno.
Serve l’auto per un weekend a Bordighera?
No per la città, che si gira a piedi. L’auto è comoda il secondo giorno per i borghi delle colline; in alternativa si sale a Sasso a piedi dal Beodo e si rientra in autobus, e il Giardino Pallanca è servito dall’autobus Sanremo–Ventimiglia.
Il sentiero del Beodo è difficile?
No: il tratto lungo il canale è quasi in piano e adatto anche alle famiglie, ma non a carrozzine e passeggini. Più impegnativi sono l’anello, con una breve salita ripida, e la salita a Sasso.
Note di sicurezza: Il sentiero del Beodo non è adatto a carrozzine e passeggini e dopo piogge intense può essere scivoloso. Per i borghi delle colline serve l’auto, oppure si sale a piedi a Sasso e si rientra in autobus.